chechi - CF2001

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Io sono il padrone del mio destino,
Io sono il capitano della mia anima.

Con queste parole finali della poesia "Invictus" di William Ernest Henley citata anche da Yuri Chechi, provo a raccontare, a descrivere a nome del CF2001, l'incontro con questo leggendario pluri campione.
Non è facile trovare le parole giuste, ma Yuri durante questa serata è come se ci avesse presi tutti per mano, dai bambini agli adulti, e con le sue parole ci avesse fatto volteggiare insieme a lui sugli anelli. Yuri con la sua semplicità è riuscito a catturare l'attenzione della sala gremita di persone creando una atmosfera da favola, svelandoci retroscena, aneddoti e curiosità della sua carriera sportiva ed anche privata.
Il suo sogno inizia all'età di nove anni quando per la prima volta varca la soglia della palestra Etruria. Rimane subito affascinato dalla palestra, dalla pertica, dagli anelli. Così affascinato da far entrare nella sua testa un forte desiderio espresso anche in un tema a scuola. Vincere una medaglia d'oro alle olimpiadi. I primi a credere in questa affermazione sono i suoi genitori che hanno fatto tutto ciò che era necessario per permettere a Yuri di credere così fortemente nel suo sogno. Si erano subito resi conto della sua felicità in quell'amiente. Yuri comincia ad allenarsi con determinazione, con molti sacrifici e tante rinunce. Si allontana da Prato per allenarsi in un centro federale vicino a Milano. La sua specialità è il corpo libero, dove comincia a conquistare i primi risultati. Risultati sempre più importanti tanto da cominciare a prepararsi per le olimpiadi del 1992. Le premesse ci sono tutte per ottenere ottimi risultati. Ma come in tutte le belle favole, qualcosa va storto. Un brutto infortunio, la rottura del tendine del tallone, costringe Yuri ad abbandonare il suo sogno, momentaneamente...
Non si perde d'animo e forte del suo desiderio, del suo sogno espresso anni prima, non potendo più contare sulla forza e l'elasticità nelle gambe, decide di cambiare attrezzi e si innamora degli anelli. Otto ore di allenamento al giorno gli permettono di diventare più volte campione del mondo, fino ad arrivare al 1996 quando insieme ad un bulgaro ed un rumeno è tra i favoriti per la medaglia d'oro alle olimpiadi. È in quella occasione che in Yuri si completa il suo pensiero...

Ho cominciato a vincere quando ho compreso che l'avversario da battere ero io...

E così si avvera il suo sogno di vincere la medaglia d'oro.
Come tutti i veri campioni vuole migliorarsi e dopo altre importanti vittorie, si prepara per le successive olimpiadi. Ma anche questa volta il destino gioca un brutto scherzo a Yuri. Questa volta a rompersi è il tendine del bicipite. Viene operato e la diagnosi finale è che non potrà più tornare a gareggiare ad alti livelli. Si apre un brutto periodo, ma che grazie alla sua determinazione dura poco. Yuri non si arrende e dopo una ferrea dieta ed allenandosi continuamente con il dolore al braccio decide di partecipare anche a questa olimpiade contro ogni pronostico e lo scetticismo di molti, tra cui il professore che lo aveva operato per la seconda volta.
La sua caparbietà anche in questa occasione, gli da ragione, portandolo a conquistare la medaglia di bronzo, che visto l'infortunio, come ha detto lui stesso, si è rivelata la medaglia più bella.
Questo é Yuri Chechi. Con estrema semplicità, simpatia, ma con efficacia, ha fatto capire ai tanti bambini presenti, quanto sia importante la determinazione, la serietà la volontà, lo spirito di sacrificio, la passione, l'umiltà per riuscire a raggiungere gli obiettivi non solo sportivi, ma anche nella vita quotidiana. Perché le difficoltà, i momenti difficili ci sono e ci saranno sempre, ma credendo unicamente nelle proprie capacità, si possono fare avverare i propri sogni.
Ringraziamo Yuri per queste splendide due ore trascorse insieme, le autorità presenti che hanno riconosciuto nel CF2001 una splendida realtà locale, Don Domenico della Parrocchia di Casale per l'ospitalità, il nostro direttore sportivo Patrizio Vannucchi, i responsabili della scuola calcio Francesco Barontini e Yuri Baccelli, Massimiliano Masi e Diletta Bitorzoli di TV Prato e soprattutto i tanti bambini presenti con le loro famiglie che con le loro domande hanno permesso a Yuri di raccontarsi ancora meglio.

































 
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